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Abilitazione

LINGUAGGIO

I disturbi della comunicazione rappresentano i disturbi di sviluppo più frequenti tra i 2 e 6 anni di età. Essi sono caratterizzati da difficoltà differenti per qualità e gravità nella comprensione, produzione e uso del linguaggio. Il gruppo Fonikamente ritiene che per ridurre i tempi abilitativi sia necessario un intervento di tipo “combinato” che preveda un allenamento delle Funzioni Esecutive (felsiibilità, memoria di lavoro e inbizione) e contemporaneamente al lavoro sul linguaggio verbale.

Il gruppo si occupa di abilitazione e valutazione dei:

Disturbi di codifica fonologica

Le parole e le frasi si possono dire “male” in vario modo. Con una attenta valutazione di come il bambino produce si determina successivamente una specifica progettualità terapeutica di tipo logopedico.

Agnosia verbale uditiva

Difficoltà di tipo recettivo che interessano la componente fonologica del linguaggio.

Disprassia verbale

Difficoltà e/o impossibilità di trasformare i suoni in comandi motori per la produzione del discorso. La fluenza risulta fortemente ridotta per la difficoltà a trovare i giusti movimenti degli organi fonatori per emettere una parola.

Deficit semantico-pragmatico

Discorso fluente e corretto dal punto di vista fonologico e grammaticale, ma con difficoltà a livello di contenuti: questi bambini non comprendono ciò che viene loro detto e le loro produzioni sono inadeguate alla situazione.

LINGUAGGIO
Quando rivolgersi ad uno specialista

L’assenza di linguaggio a due anni, anche se non sempre è possibile fare una diagnosi, è un buon motivo per consultare uno specialista e non sempre la terapia logopedica è l’unica soluzione. A tre anni genitori o i docenti della scuola dell’infanzia dovranno notare se il bambino ha difficoltà a combinare i suoni all’interno delle parole ( es.: dice bene /vo/ ma se vuole dire /TAVOLO/ dice /TALOLO/). A quattro anni le difficoltà combinatorie dei suoni delle parole dovrebbero essere superate, quindi è utile una visita specialistica se il bambino, pur migliorando, è ancora distante dalla media dei suoi coetanei. Anche la frase è un elemento che va osservato: omissione degli articoli, preposizioni etc., la corretta gestione delle voci verbali ed anche la lunghezza della frase se troppo sintetica nonchè la capacità di racconto.

BALBUZIE

BALBUZIE
“La balbuzie è un disturbo complesso.”

La balbuzie è un disturbo complesso e tra i suoi aspetti più studiati spiccano i meccanismi di pianificazione della frase che sottostanno all’esecuzione motoria disfunzionale. In quest’ottica sono state avanzate diverse teorie, con ampi modelli, che coinvolgono più funzionamenti e sistemi nel processo di pianificazione dell’enunciato.
Nella loro diversità i modelli e le teorie, che si sono susseguite nel tempo, presuppongono specifiche abilità e, nelle proposte più articolate, una determinata architettura della mente con moduli, processi e controlli dei funzionamenti, con capacità di regolazione e gestione delle risorse.

Il gruppo Fonikamente ha messo a punto un modello abilitativo (TIB-Trattamento Integrato Balbuzie) che tiene conto dell’interazione tra il Sistema Attentivo Supervisore (SAS) e i sistemi specifici del linguaggio nella determinazione della fluidità verbale nonchè degli aspetti emotivi del disturbo e nuovi sistemi di controllo della stessa attraverso un controllo a distanza (Virtual Care Giver).

La terapia per la balbuzie, secondo il gruppo Fonikamente, va effettuata per periodi brevi. Sono sempre previsti controlli periodici per monitorare l’andamento dei meccanismi di controllo della fluenza. Il training si sviluppa in tre fasi, la prima legata al recupero della fluenza attraverso tecniche di tipo linguistico, la seconda che prevede esercizi prevalentemente di doppio compito e la terza che cura gli aspetti relativi alla sperimentazione delle tecniche nella vita quotidiana.

DSA

“Il bambino con un pregresso ritardo del linguaggio ha una maggiore probabilità di sviluppare un disturbo dell’apprendimento.”

Ci sono bambini che pur essendo intelligenti (nella media od anche più della media) hanno difficoltà ad automatizzare la lettura e/o la scrittura e/o il calcolo. Riguardano il 4% della popolazione scolastica.
Il bambino con un pregresso ritardo del linguaggio ha una maggiore probabilità di sviluppare un disturbo dell’apprendimento, per cui diventa importante alla scuola dell’infanzia l’osservazione sulla produzione linguistica e grafo-motoria (prerequisiti dell’apprendimento).

DSA

I docenti della scuola primaria ed i genitori dovrebbero osservare:

in I e II elementare se il bambino ha difficoltà a fissare i grafemi sostituendoli e/o omettendoli, se commette errori come unire le parole (fusioni illegali) e altri tipi di errori ortografici (doppie, uso dell’apostrofo etc).

dalla III elementare fino alle scuole secondarie di primo e secondo grado se il bambino/ragazzo ha difficoltà, oltre agli errori su descritti, nella comprensione, nella pianificazione del testo e nel problem solving.

ATTENZIONE E MEMORIE

ATTENZIONE E MEMORIE

“Le abilità attentive riguardano la capacità di mantenere la concentrazione.”

Molti bambini/ragazzi (percentuale che oscilla tra il 10% e il 15%) pur non mostrando difficoltà specifihe negli apprendimenti e queziente intellettivo nella norma, hanno un basso rendimento scolostico. Molto spesso si tratta di bambini/ragazzi con sistema attentivo debole e/o memoria di lavoro a capacità limitata.

Le abilità attentive riguardano la capacità di mantenere la concentrazione per tempi necessari all’apprendimento mentre la memoria di lavoro, da non confondere con la capacità di ricordarre eventi etc, è la capacità di manipolare ed immagazzinare le informazioni che servono on-line (in quel momento) per favorire un determinato apprendimento. Abilità come l’avvio, l’inibizione (visive e/o uditiva) e la flessibilità sono ormai riconosciute in campo internazionale come funzioni centrali per i processi di apprendimento.

Il gruppo fonikamente si occupa di valutazione, attraverso batterie di test standardizzati e validati in ambito internazionale, e di training specifici di potenziamento delle Funzioni Esecutive (attenzione e memoria).
I training sulle Funzioni Esecutive da noi proposti sono nella maggior parte dei casi brevi e prevedono un supporto operativo giornaliero legato alla figura del care-giver individuato tra genitori, tutor e/o di chi si occupa delle attività pomeridiane dei bambini/ragazzi.