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DSA – Quando rivolgersi a uno specialista

I disturbi specifici dell’apprendimento sono disturbi del neuro sviluppo che comportano un diverso modo di organizzare le informazioni all’interno del cervello.

Essi, dunque, sono determinati da disfunzioni neurobiologiche, quindi hanno base genetica e coinvolgono diverse abilità. Un disturbo dell’apprendimento è un alterato funzionamento che non deriva da disabilità intellettiva, da deficit sensoriali o da condizioni cliniche o ambientali. Per tale ragione è errato definirli come una malattia perché non sono causati da un deficit di intelligenza, da alterazioni organiche o funzionali, ma essi dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neurali coinvolti proprio nei processi di letto-scrittura e calcolo.

Nei DSA rientrano la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia.

Quali sono i primi indicatori da tenere in considerazione?

Quando viene fatta la diagnosi di DSA?La diagnosi può essere fatta solo dopo la seconda elementare, ma è possibile osservare alcuni indicatori precoci già dai 4/5 anni. Ad esempio il bambino più piccolo può mostrare difficoltà comunicative e linguistiche (difficoltà nel memorizzare le parole o costruire frasi); difficoltà motorie con una scarsa manualità; difficoltà uditive e visuo-spaziali. Con l’ingresso alla scuola primaria gli indicatori di DSA cominciano a riguardare le difficoltà nella lettura (lenta e scorretta con inversione o sostituzione di grafemi), scrittura (scarsa gestione degli spazi, parole sovrapposte); difficoltà nell’uso dei numeri (errori nel conteggio o nell’eseguire le operazioni in colonna, calcolo a mente).

Un’osservazione sistematica da parte di genitori e insegnanti è fondamentale affinché si possa individuare precocemente i segnali per cominciare a considerare di programmare un percorso didattico adeguato e un eventuale intervento di potenziamento. La valutazione diagnostica viene effettuata da un team multiprofessionale costituiti da diverse figure professionali e specialistiche: logopedista, neurologo, psicologo, etc.. presso la propria Azienda Sanitaria Locale di riferimento o da specialisti privati ch, in caso di diagnosi positiva, rilasceranno una certificazione DSA.

Cosa succede dopo una diagnosi?

A quali esperti occorre rivolgersi? Quando un bambino viene certificato come DSA spesso i genitori non sanno come comportarsi successivamente e cosa essa comporta per il bambino. È importante che i genitori vengano affiancati da figure esperte quali lo psicologo che avrà il compito di accogliere attraverso l’ascolto i timori e i dubbi dei genitori e aiutarli ad affrontare con serenità e consapevolezza il percorso che li attende (parent training e sostegno alla genitorialità); un Tutor DSA che può aiutare il genitore a comprendere le difficoltà scolastiche del bambino per riuscire ad acquisire una conoscenza del problema non solo per poterlo aiutare nei compiti, ma anche per conoscere quali strategie didattiche la scuola, attraverso un Piano Didattico Individualizzato (PDP), può e deve adottare. E’ importante che genitori e insegnanti attivino un atteggiamento emotivo ed educativo adeguato al fine di promuovere competenze e benessere del bambino. A tal proposito, è essenziale che la famiglia e la scuola si rendano conto che creare delle aspettative circa il risultato atteso dalle attività del bambino possa condizionare in modo negativo lo studente creando ansie e frustrazioni.

FONTE

https://www.ilmamilio.it/c/comuni/20547-dsa-dai-primi-segnali-alla-diagnosi-ecco-come-orientarsi.html

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